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giovedì, febbraio 01, 2007

Vota QUimby, Veni nel mirino di Parenti

Il coach: «I ragazzi del Veni molto forti noi pronti per il massimo sforzo» - Il Centro -
Mai guardarsi indietro. Soprattutto se davanti ci sono 7 partite difficilissime e l’obiettivo, ambizioso e stimolante, di portare i Vota QUimby dove non sono mai arrivati, nei play off del CSI. Francesco Parenti ha infilato subito nel cassetto dei ricordi brutti la sconfitta contro la Ghepard per concentrarsi sul Veni, il prossimo ostacolo(questa sera ore 21,45 - PalaGalilei). Il pronostico, manco a dirlo, pende (e di brutto) dal lato del Veni. Però, l’armonia di squadra, il momento felice di alcuni biancoblu e la serenità dell’ambiente, sommati alla legittima ambizione di alta classifica, lasciano aperto uno spiraglio. «Il Veni ha spessore», sottolinea il coach della compagine casalecchiese. «E’ indiscutibilmente nel novero dei migliori team italiani. Mi meraviglierei se andasse al di sotto della quarta piazza. Lì ci sono giocatori di grido e una base collaudata che, solo pochi mesi fa, ha portato il club ai massimi risultati storici. Per noi, una partita difficilissima nella quale dovremo dare il massimo. La sfida d’andata, che abbiamo perso per poco, è stata decisa dai possessi negli ultimi secondi. Abbiamo l’obbligo di fare di tutto per migliorarci». La classifica dice che i Vota Quimby hanno chiuso il girone d’andata con 4 punti, eguagliando il record realizzato due anni fa con Alessandro Molina in panchina. «Ho appreso questo dato in sala stampa, al termine della sfida con la Ghepard. Non posso parlare di quanto fatto da un collega, ovviamente. La mia squadra, al di là dei risultati, ha espresso un basket di livello alto e medio e solo raramente di livello medio-basso. I margini di miglioramento ci sono. L’uomo copertina dei Vota Quimby, oramai da settimane, si chiama Giacomo Casamassima, giovane ala/centro già nell’orbita della nazionale di Recalcati. Parenti lo sta curando come se fosse un fiore raro: la giusta quantità di acqua e luce, perché il troppo, nella fase di crescita, può creare danni seri. «Non ricordo un giocatore così giovane che si sia imposto nel csi provenendo dal campetto. Giacomo sta facendo cose fantastiche. Però, non dobbiamo caricarlo di responsabilità. Ha conquistato minuti su minuti con una prepotenza ammirevole. Diamogli il tempo giusto. Anche per sbagliare». La chiusura, d’obbligo, è riservata a Cristian Crocco, la faccia della sofferenza. «La schiena lo tormenta, non si può allenare, ma continua da dare il massimo. Merita ammirazione». Marco Camplone

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