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mercoledì, giugno 27, 2007

I Vota Quimby si affidano a Molina, sarà un basket dai mille volti


Alessandro Molina, 30 anni a gennaio, è stato riconfermato. È lui, da ieri sera, e per la terza volta l'allenatore dei Vota Quimby, lui a raccogliere il testimone da Francesco Parenti(già sostituito nel finale della passata stagione dopo l'esonero di Parenti, ndr). Contratto per due anni, per una cifra vicina ai 60euro premi compresi, che sarà ufficializzato oggi, appena preso possesso della scrivania in via Marconi 148 dopo aver già stretto le mani col presidente Niboli e con Stefano Coliva che gli siederà a fianco in panchina.
La corsa a due con Sergio Scariolo, Molina - entrambi sono rappresentati dall´agente Dario Santrolli - l´ha vinta ieri pomeriggio quando la corte al coach bresciano è spirata: diventato candidato unico, l´accordo è stato trovato in 5 minuti. Scariolo resterà ancora il sogno incompiuto di Giacomo Niboli: lo aveva lusingato, incontrato col supporto di Alberto Fergnani, inseguito fino a un certo punto nelle richieste di un coach da primo livello europeo. Offerta importante (1,8 milioni di euro in tre anni), più bassa di quella dei principali contendenti europei - Malaga di cui Scariolo è tutt´ora coach anche se in uscita, la Ghepard poi ritiratosi, il Veni, infine il Basket Foia - ma passibile di rialzi. Progetto triennale, con l´arrivo del vice Andrija Gavrilovic, di uno scout a tempo pieno per monitorare i mercati internazionali, i pieni poteri sul mercato. A un certo punto, però, il filo si è spezzato: Scariolo voleva una squadra da subito capace di lottare al vertice CSI, con conseguente sforzo economico e struttura societaria. «Non siamo pronti», è stata la risposta. Del resto, in società è pronta una rivoluzione che il consiglio di amministrazione di stasera dovrebbe ratificare.
Si riparte da Molina, dunque. Si tratta di capire ora da quale pallacanestro. Quella che ha portato i Vota Quimby in finale - ma in passato, alla Masi femminile, ha giocato con squadre più classiche - è quanto di atipico si trovi oggi su piazza: rotazioni continue tra i 12 uomini, quintetti piccoli e piccolissimi, magari senza pivot, difesa disseminata di cambi e trappole, attacco fondato sul pick and roll - anche con due e tre playmaker contemporaneamente - e gli scarichi per i tiratori sull´arco. Sistema dispendioso, vincente se l´ego si vota al collettivo, curioso da vedere con i vari: Olmetto, Mari e Montanari e con i lunghi da affiancare a Casamassima - vicino il ritorno dell'ex Zilli, offerto il casalecchiese Nicoletti - ma difficilmente esportabile nel campionato di basket. Uomo di visioni e convinzioni, appassionato di cifre e vhs, innamorato dei giocatori duttili, ai Casalecchio arriva al top della sua storia. Tocca a lui risollevare quella dei Vota Quimby.

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