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giovedì, novembre 23, 2006

Mari: "I problemi sono evidenti ma qui nessuno rema contro"

Il Concorde Spa, dopo il crollo in casa e l´amarissimo venerdi a San Pietro in Casale, è roba da duri. Con il derby(amichevole con il Montevenere) che scotta ancora, la delusione cocente, le polemiche striscianti, la voglia di ripartire, i dubbi, che sempre i ko si portano dietro.
Andrea Mari, punta annunciata ma per il momento latitante di un gruppo in piena crisi ammette il momentaccio, ma con dei distinguo. «Due di campionato ed un amichevole, non ne abbiamo giocate tante fin qua: non la vedo così tragica, ma c´è poco da stare allegri. Non siamo abituati a perdere così tanto e il tempo passa in fretta. Vincere il derby avrebbe dovuto cancellare i dispiaceri, invece no. Il Concorde è alle porte, poi con Monzuno, a Monterenzio e con Zola ci giochiamo tanto, quasi tutto. Di passi avanti ne ho visti. Si lavora bene ed anche nelle ultima partita s´è fatta roba in più, roba piccola, ma c´è stata. Allenarsi bene non basta per vincere: quindi giuste le critiche, ci stanno, le accettiamo».
I guai ci sono, e c´è chi parla di involuzione nel suo gioco. E´ d´accordo?
«Le nostre difficoltà sono state evidenti sin dalla prima partita. Tutti fanno fatica. Io in particolare sono fuori tempo: le mie forzature sono frutto di errori: esco male da un blocco, mi arriva male la palla, non la passo al momento giusto sotto canestro. Manca la scintilla buona, a me e a tutta la squadra, ma penso sia una questione di tempo».
Qualcuno punta il dito anche sull´atteggiamento da stellina. Non si sarà mica montato la testa?
«Chi lo pensa si sbaglia di grosso e confesso che mi dispiace. Ho sempre detto che avrei dato tutto e non mi tirerò mai indietro. Non vado mai in campo pensando di fare il fenomeno se va bene o se butta male di giocare contro qualcuno o di fare dispetto a qualcun altro. Credo che valga per tutti i giocatori, sicuramente per i miei compagni».
Montanari però ha già fatto il muso lungo, alimentando il dubbio che tra squadra ed allenatore esista una frattura. Parenti nega. Lei che dice?
«In un rapporto col coach è normale che ci possano essere dei chiarimenti, più o meno animati. Con Parenti, che è sempre chiaro con noi, ci tengo a dirlo, ho parlato tranquillamente e mi ha detto dove devo migliorare. Non va male solo il tiro, sto sbagliando in parecchie cose».
E la società(jack) che v´ha detto?
«Normale che ci abbia parlato e ovvio che sia arrabbiato per come stia girando. Sa bene che però non si ribalta tutto con un colpo di bacchetta magica».
Mari, se è lecito, quale linea preferisce. Quella presidenziale, la grinta prima di tutto, o quella di Parenti, che punta sul lavoro tecnico e la ricerca degli equilibri?
«Non puoi sperare di fare una stagione positiva se non hai basi ed equilibri tecnici e di carattere. Devi avere il pane ed i denti, tutte e due, in buona quantità».
Il cielo resta ancora a tinte fosche, anche se qualche spiraglio, Mari sembra intravederlo.
«La palla gira male per colpa di tutti, dietro manchiamo nella difesa corpo a corpo, i classici scivolamenti, che sono la base. Io vorrei ricevere in certi momenti i palloni decisivi per giocarli, ma devo farmi trovare a posto con l´aiuto degli altri. Ma ne usciremo. In molti ci credono senza carattere? Prendono una cantonata, ma solo vincendo li convertiremo».

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